Da Bene Lario al Lago di Piano e Castel S.Pietro

Tracciato del percorso
Il Lago di Piano, meta di questo itinerario, è comodamente raggiungibile da più parti. Il percorso da noi proposto inizia a Bene Lario, Borgo arroccato alle falde del Monte Galbiga e si viluppa in un habitat ricco di vegetazione, di fauna e di remote testimonianze.

Chi volesse arrivare a Bene Lario (377m) in auto può salire fino al parcheggio nei pressi della chiesa e incamminarsi attraverso il centro storico per raggiungere la scenografica piazza della fontana.Da Bene Lario verso il Lembra Qui inizia la strada che porta al Lembra. Qualche campo coltivato ancora con cura lascia immaginare la ricchezza delle coltivazioni di un tempo: viti, noci e ciliegi (i vecchi affermano che qui i frutti maturassero prima che in qualsiasi altra parte). E' questa una zona di acque sorgive che, sapientemente incanalate vanno ad alimentare il grande lavatoio coperto del Lembra. Distante dal paese poco più di 500 metri, questa costruzione, che una leggenda locale narra sia frequentata dal fantasma di una vecchia lavandaia, restaurata a cura della Comunità Montana, ha svolto la sua funzione fino a pochi decenni addietro.
il lavatoio coperto del Lembra Alimentato dalle acque sorgive (con una temperatura costante di 7-8 gradi) anche d'inverno era molto frequentato dalle massaie del paese. Seguendo il ruscello che si forma con il travaso delle acque dalla grande vasca di granito, percorriamo un piccolo "canyon" straordinariamente ricco di felci. L'evaporazione delle acque sorgive si trasforma in nebbia che avviluppa gli enormi blocchi rocciosi frammisti a ruderi di indefinite costruzioni, verdi di muschio rigoglioso. Arrivati ai vecchi mulini, si svolta a sinistra e costeggiando muraglioni e scale di cui, oggi, è difficile ipotizzare la funzione che hanno avuto, avvertiamo il profumo di canneto.
ciò che resta dei vecchi muliniSiamo nei pressi della Mirandola, una modesta penisola che segnala il confine est del Lago di Piano. Siamo nel biotopo della riserva che, istituita dalla Regione Lombardia nel 1984, è stata data in gestione alla Comunità Montana Alpi Lepontine. Il sentiero che percorriamo mostra tracce fresche di altri escursionisti che ci hanno preceduto e di ungulati che certamente abbiamo disturbato. Qui si trovano cervi e caprioli, ma anche uccelli e anfibi. Dopo una decina di minuti passiamo nelle vicinanze di un campeggio (La Rivetta) e proseguiamo per circa 300 metri lungo una strada asfaltata che ci porta a destra (a sinistra inizia uno sterrato che conduce alla chiesa romanica di S.Maurizio di Porlezza) ad attraversare il canale Lagadone che scorre verso il Ceresio lungo bellissimi campi coltivati.
Le Giacche Verdi a CastelloGiungiamo, dopo una decina di minuti, nei pressi di una fontana da dove ha inizio la strada acciottolata in salita che conduce a Castel San Pietro. L'antico borgo fortificato si presenta imponente con un carico di storia ancora tutta da decifrare. Edificato sulla sommità di un "montecchio" conserva intatto l'impianto urbanistico medioevale ma le sue origini risultano assai più antiche. Infatti, attraversato il borgo e procedendo lungo il crinale del motecchio osserviamo un susseguirsi e un accavallarsi di muri spessi oltre un metro, basi di edifici e di torri, scale e scaloni che portano alle acque circostanti. Un alone di mistero aleggia su queste rovine e la passeggiata diventa oltremodo interessante.Da segnalare la presenza di un vecchio roccolo che testimonia una passata attività venatoria.
Piano di CarlazzoPiccoli sentieri, che si diramano dal percorso principale, portano ovunque a incontrare di questi ruderi. La discesa ci porta ai margini ovest del canneto e ci ritroviamo a camminare sul soffice manto torboso della riva del lago. Giunti al depuratore di Carlazzo, svoltiamo a destra lungo la pista ciclabile proveniente da Porlezza, proseguendo per un centinaio di metri fino al nuovo ponte di legno che attraversa un piccolo immissario del Lago (la "Rongia di S.Agata"). Da lì si intravede la costruzione dove ha sede la "Casa della Riserva" che raggiungiamo in pochi minuti. Costruita nel 1990, la struttura interamente in legno con un sottostante ricovero barche e un grande terrazzo a lago strutturato come area pic-nic, aperta al pubblico solo di recente, offre una serie di servizi: una sala museale, visite guidate del biotopo, una biblioteca specializzata, un ufficio caccia-pesca, distaccamento dell'Amministrazione Provinciale, noleggio di barche e bici. E' bello e istruttivo sostare. Suggeriamo di prenotare una visita per conoscere meglio questo meraviglioso habitat.
Proseguiamo il giro percorrendo il tratto di pista ciclabile, in parte lungo una passerella di legno, fino a due campeggi (Costa Azzurra e ranocchio) che aggireremo sulla sinistra e poi a destra, imboccando un tratto di pista ciclabile che ricalca il vecchio percorso ferroviario, fino ad incontrare l'alveo del torrente Binadone. Da qui Bene Lario è raggiungibile in poco più di mezz'ora. Anche il nibbio bruno che ci seguiva con larghe evoluzioni, sembra voglia dire arrivederci.

Come arrivare:
Strada Statale 340bis (Regina) Menaggio-Porlezza, fino a deviazione per Bene Lario. Servizio bus (linea C12) Menaggio-Porlezza, località La Santa; corse per Bene Lario solo in periodo scolastico.

L'itinerario:
Sterrati, sentieri, tratto asfaltato, acciottolato. Dislivello: da 377m di Bene Lario a 290m del Lago di Piano.. Tempo di percorrenza: 4 ore. Difficoltà: elementare, per tutti, percorribile in ogni stagione.
Da vedere:
Bene Lario: S.Maurizio; Carlazzo: Castel S.Pietro, Casa della Riserva.

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