Un'escursione nei luoghi che ricordano la Grande guerra del 1915-18, per arrivare alla chiesetta di S.Martino, in un avvicendarsi di scenari naturalistici incomparabili.Giunti a Croce (393m), abitato distante poco più di due chilometri da Menaggio, attraversata la Statale nei pressi della fermata dell'autobus, si imbocca la via Wyatt in direzione del menaggio Cadenabbia Golf Club. Dopo 300 metri si gira a sinistra seguendo le indicazioni per la Crocetta, lungo una strada, all'inizio asfaltata poi sterrata in forte salita, attraverso un bosco di latifoglie che, in circa 20 minuti, porta a una grande radura.
Ancora un centinaio di metri in leggera salita e arriviamo al culmine del
Monte Crocetta (496m), al cospetto della croce che segnala uno dei punti più panoramici del Centro Lago di Como.

Il Monte Crocetta era uno dei punti cardine del complesso sistema di fortificazioni (chiamato linea Cadorna), costruito a scopo difensivo durante la Prima Guerra Mondiale e mai diventato operativo dal punto di vista bellico.Camminamenti, trincee, bunker, gallerie, postazioni per cannoni a lunga gittata, costruiti in previsione di una invasione dell'esercito germanico dal territorio della neutrale Confederazione Elvetica, sono in parte visitabili.

Qui venne eretta nel 1975 dal Gruppo Alpini di Menaggio, una chiesetta, dedicata a
San Maurizio, a ricordo dei caduti di tutte le guerre. Sotto la chiesa, nel bunker che fa parte delle fortificazioni, vi è il sacrario dove sono ricordati i caduti menaggini.
Dalla Crocetta si prosegue per la località
Paullo servendoci di un sentiero che, snodandosi fra alcune trincee, raggiunge le "Case Rosse" e poi in discesa di una carrareccia fino alla chiesetta della
Madonna di Paullo (525m) sui Monti di Croce. La stessa è raggiungibile comodamente ritornando sulla strada asfaltata, proveniente da Croce e risalendola, poi, sulla sinistra prima di entrare nel perimetro del "Menaggio Cadenabbia Golf Club".

La salita ai
Monti di Nava è facile e si snoda lungo un ampio sentiero che è anche un tratto della "Via dei Monti Lariani" (percorso di trekking lungo 140 chilometri che da Cernobbio giunge fino a Sorico in Alto Lago). Prima si tocca Miè, poi Nava (848m). Qui si ha modo di ammirare uno splendido panorama sulla penisola di Bellagio e quella di Lavedo in Tremezzina stando al centro di un'area ricca di fenomeni carsici e fossiliferi.
Lasciato il percorso della "Via dei Monti Lariani" inizia la discesa in direzione di
S.Martino. E' necessario prestare attenzione allo stretto e tortuoso sentiero "scolpito" fra una natura cespugliosa e roccette friabili.

Siamo sotto il
Sasso di S.Martino (862m) e ci troviamo nel bel mezzo dell'omonimo Parco, per immeterci proprio nel facile percorso costellato dalla lunga teoria di edicole della
Via Crucis che, salendo da Griante, raggiunge il santuario (457m), meta di questo itinerario. La chiesa è un edificio del sec. XVI, più volte ristrutturato. Deve la sua origine a una statua raffigurante una Madonna con Bambino (sec. XV) che, nascosta da un abitante di Menaggio per salvarla dalle devastazioni compiute dai Grigionesi in terra lariana nel 1523, venne ritrovata in una delle tante grotte che costellano la roccia calcarea del Sasso San Martino.

Posizionata all'interno della chiesa, da allora richiama numerosi fedeli, in particolare in occasione della festa di San Martino, celebrata ancor oggi nella quarta domenica di ottobre. Il panorama si apre maestoso sui tre rami del lago, le Grigne e il paese sottostante costellato di giardini. Scendere diventa facile. In rapida successione, dopo un tratto di sentiero che sembra a volo d'uccello, ha inizio l'ampia strada acciottolata che, con ampi tornanti, scende attraverso il bosco toccando prima una chiesetta, affrescata con immagini di S.Carlo e S.Martino, poi alcune cascine tuttora in uso. Una brevissima risalita e poi, sulla sinistra, una nuova discesa per poche centinaia di metri, passando tra le prime case di Griante. Superato il ponte Ronconi, si arriva sulla statale dove si intravede Menaggio, distante due chilometri.