In visita al Rogolone e al Bosco Impero

Tracciato del percorso
Una facile escursione, per conoscere da vicino il Rogolone e visitare il Bosco Impero che, grazie all'impegno degli Amministratori locali, oggi possiamo "leggere" come un libro aperto di botanica.

Dalla statale 340bis (Regina) giunti all'altezza di Grandola ed Uniti, in prossimità della fermata del bus (linea C12, Menaggio-Porlezza) si devia seguendo le indicazioni per Cardano-Codogna. Giunti sulla piazza, dominata dalla possente struttura settecentesca di Villa Camozzi (sede comunale e del "Museo Etnografico Naturalistico della Val Sanagra"), si devia sulla sinistra lungo una mulattiera che costeggia a sud il muro perimetrale della stessa villa passando accanto al vecchio lavatoio pubblico e alla monumentale "Passerera". Seguendo la segnaletica per il "Rogolone", si percorre un tratto pianeggiante lungo la base di grandi muri a secco che trattengono la magra terra un tempo coltivata a cereali. Poi, dopo un susseguirsi di curve e di saliscendi dettati dalla morfologia del terreno, si giunge in poco meno di mezz'ora, al cospetto del rovere tutelato da "Italia Nostra" che, per le sue dimensioni, risulta essere uno dei più maestosi presenti in Italia.
il RogoloneMisura infatti 25 metri di altezza, 8 metri di circonferenza e 45 metri di diametro alla chioma. Le leggende che lo ricordano già nel medioevo sono state sfatate da indagini, che condotte nel 1988 da un laboratorio di Losanna, le quali hanno stabilito che il rovere, della specie "Quercus petraea", ha iniziato a vegetare "solo" nel 1730. Certo è che a trovarsi davanti a questo gigante della natura (a pochi metri gode di buona salute un secondo rovere di poco più giovane, nato nel 1820, chiamato il Rogolino") diventa facile credere a quello che i vecchi del luogo hanno nel tempo "caricato" di racconti e leggende misteriose, mentre risulta difficile accettare ciò che la scienza ha "brutalmente" voluto definire.
Lasciato il "Rogolone" sulla sinistra si prosegue in una zona ricca di acque sorgive, fra castani e carpini, lungo una comoda mulattiera che in 15 minuti ci porta a lambire il confine nord del "Bosco Impero".
il sentiero a monte di Bosco ImperoLe chiare indicazioni ci invitano a imboccare il percorso naturalistico che si sviluppa su una superficie di 5 ettari, di proprietà del Comune di Carlazzo. Il bosco Impero è uno dei tanti boschi creati negli anni '30 del secolo scorso in occasione delle "feste dell'Albero", quando ogni ragazzo piantava un alberello, di solito una conifera o una Quercia rossa, su terreno comunale, generalmente impervio e improduttivo, a scopo di protezione idrogeologica. Così, a distanza di parecchi decenni, grazie ad una saggia valorizzazione operata dagli amministratori locali, possiamo godere di questo bosco che comprende, oggi, il mescolamento di cedri, pini neri, strobi e quercie rosse a specie autoctone quali rovelle, carpini neri, ornielli e bagolari.
Il Bosco Impero ospita molte specie animali, caratteristiche dei differenti ambienti (rocce calcaree, bosco di conifere e di latifoglie) che lo caratterrizzano: scoiattoli, picchi, rapaci, caprioli, cervi, cinghiali e poi, all'estremità sud del Bosco, dove scorre il torrente Bonallo, gamberi di fiume, rane, rospi, salamandre e biscie dal collare.
Due sono gli anelli di percorrenza che si sviluppano da una quota minima di 330 metri ad una massima di 450 metri, lungo i quali si trovano 4 stazioni (di cui due con tavoli e panche per le soste), ognuna dedicata a uno specifico argomento, illustrato da bei pannelli didattici.
Dal punto panoramico, nei cui pressi si trova un grande masso erratico, di roccia metamorfica, molto diversa dai calcari grigi circostanti, trasportato dalla Valtellina nell'ultima glaciazione, si domina la Val Menaggio con il Lago di Piano e il Lago Ceresio. Dopo circa 1 ora di questa "scorpacciata" naturalistica ci reinseriamo sul sentiero di collegamento che in 20 minuti conduce fino alla chiesa cimiteriale di S.Giorgio a Gottro. Qui è doverosa una sosta per ammirare il monumento, di eccezionale importanza per l'architettura (campanile romanico dell'XI sec., recentemente restaurato) e per il patrimonio pittorico conservato nel catino absidale (una splendida raffigurazione, del sec. XV, di Gesù attorniato dai quattro evangelisti, dagli apostoli e dai profeti). E' questo un sito che invita alla meditazione e chi ha modo di sostarvi subisce un'attrazione incancellabile.
Il tempo scorre veloce e diventa necessario decidere se tornare a Grandola ed Uniti, ripassando dal Rogolone, o seguire la tortuosa strada asfaltata che in forte pendenza porta a Gottro (540m) per poi scendere, passando da Carlazzo (da visitare il "Museo Etnografico del Latte"), fino alla Statale Regina, in località Scarpignana, in attesa del bus che vi riporterà al luogo di partenza.

Come arrivare:
Strada Statale 340bis (Regina) Menaggio-Porlezza, fino a Grandola ed Uniti. Servizio bus (linea C14) Menaggio-Porlezza.

L'itinerario:
Percorribile in tutte le stagioni lungo sentieri, sterrati e acciottolati; tratti di strada asfaltata all'inizio e alla fine del percorso. Aree di sosta a Bosco Impero. Dislivello: da 396m di di Cardano a 547m di Gottro. Tempo di percorrenza: 4 ore. Difficoltà: facile, per tutti.

Da vedere:
Grandola ed Uniti: centro storico, Villa Bagatti-Valsecchi (Cardano); Villa Camozzi, sede comunale (Codogna); il "Rogolone". Carlazzo: Bosco Impero (Piano Porlezza), Chiesa di S.Giorgio (Gottro), centro storico, "Museo Etnografico del Latte", Lago di Piano, Casa della Riserva (Piano Porlezza).

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